Musiche: Nino Rota – Casanova di Federico Fellini, Soundtrack, 1976
Tecniche: sculpture dance

Un clown acrobatico entra in scena. Gira sulla testa, salta in piedi e presenta una coppia di clown: ma non si tratta delle solite gags….appaiono altri danzatori-clown che di volta in volta interpretano una coreografia di sculpture dance offrendo un’immagine inedita del personaggio: né triste né allegro, ma puro corpo acrobatico col volto della maschera del clown.

Ma perché il clown? Si tratta di uno dei soggetti più emblematici nell’arte, dalla pittura al cinema. Infatti in esso si ritrovano tutti i caratteri della commedia dell’arte che nella sua evoluzione porta al circo e al clown. Questo soggetto potenzialmente infinito sintetizza tra la fine dell’ottocento e gli inizi del novecento una serie infinita di paradigmi psicologici, casi umani, tipi esistenziali. Dietro la risata beffarda o esilerante del clown si nasconde la commedia dell’uomo in cui si nascondono le sue miserie , fragilità e impulsi vitali.

(Il nome di Pierrot è un francesismo che deriva dal personaggio italiano della commedia dell’arte, uno dei primi Zanni, Pedrolino, interpretato nella celebre Compagnia dei Gelosi da Giovanni Pellesini alla fine del Cinquecento. Il mimo Jean-Gaspard Debureau (17961846), rappresentò il Pierrot ottocentesco dal 1826 al Théâtre des FunambulesDebureau definì le caratteristiche che in seguito ne definirono l’iconografia: un ampio abito bianco con bottoni neri e un piccolo cappello nero sul viso dipinto di bianco.

Nel cinema muto la figura di Chaplin prende le mosse dalla mimica clownesca e dai temi di buffoneria e malinconica tenerezza del Clown. La figura del clown nel cinema contemporaneo esaspera con toni neri l’esistenzialismo alla Pierrot (con il tipico volto bianco e dipinto) con personaggi indimenticabili come Il Corvo e Mani di Forbici di Tim Burton.

Nella grafica e pittura l’illustrazione di clown è un topos che si ripete infinite volte dall’ottocento in poi divenendo uno dei soggetti più popolari (stampe, ceramiche, souvenir, etc.) Un soggetto così particolare non poteva essere eluso dal mondo del fumetto che, infatti, ne riprende sia le caratteristiche che i temi declinandoli di volta in volta a seconda dei personaggi: dal Joker in Batman degli anni ‘40, clown perfido e malvagio, ai clown criminali del manga Tokyo Ghoul degli anni 2000.

Molti sono i tipi di clown: il clown bianco  o parlatore , che deve avere doti di attore comico e saper rendere brillante e paradossale la sua recitazione; l’augusto  o tony , che fa da spalla al primo e deve essere mimo , musico, saltatore, parodista, acrobata, cascatore, cavallerizzo e attor comico (il ruolo fu introdotto da Tom Belling nel 1864); il clown muto , che si avvale esclusivamente di mezzi mimici; il clown musicale , virtuoso dei più svariati strumenti, e il clown di serata , che si esibisce con lazzi e capriole negli intervalli dello spettacolo. Tipo particolare di clown è il clown nano  o bagonghi , così denominato dal nome del primo nano che eccelse nel genere.

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