Rassegna Stampa

L’universo singolare e ludico dell’artista italiano nutre completamente Comix, lo stesso
concetto della dana aerea è nettamente più riduttivo. Faccio riferimento all’inizio e alla
fine di questo spettacolo, che si presenta come una fantasia acrobatica e visuale, ispirata
al mondo dei fumetti e del cinema muto. E’ divertente ed ingegnoso, a volte poetico, e per
aver assistito l’altro giorno ad una rappresentazione romana, io vi posso assicurare che
Comix seduce il pubblico di tutte le generazioni.


Michel Caspary, Dir.Theatre du Jorat, Svizzera

 
 
Comix, la fantasia sale al potere! […] Il corpo umano è scomposto in maniera esilarante,
come nella testa quasi danzante che sfugge di mano a un frastornato Amleto o i giochi
speculari di mani, braccia o gambe in agili teorie magiche. […] Comix lascia a bocca aperta
per più di un’ora.


Lorenzo Tozzi, Il Tempo


 
Stavolta l’ideatore di Daimon e Nogravity ha scelto il fumetto come fil rouge di uno show
che fonde equilibrismo, danza, gocce di nouveau cirque e illusionismo. […]
Sagome disegnate dalla luce si stagliano in un buio denso dove su scale senza scale salgono
corpi sopra altri corpi. Niente paura, stiamo solo assistendo ad una esibizione di danza che
sfida le leggi della fisica. […] Il palcoscenico si trasforma in acquario, i protagonisti entrano
ed escono dalla pagine di un fumetto caleidoscopico in cui le loro figurine, che poco prima
sembravano senza peso, possono materializzarsi al momento giusto per uscire a riscuotere
l’applauso.


Paola Polidoro, Il Messaggero

 


E’ un piccolo viaggio nelle possibilità della “scatola magica” del palcoscenico, e
nell’immaginario contemporaneo. Così si colgono il referimento stilistico alla Linea di
Cavandoli come all’elegante grafismo di Keith Haring, una sbarazzina citazione della Pantera
rosa sul tema di Henry Mancini, le strizzate d’occhio ai cartoni animati della Warner, le
incursioni nel mondo pittorico di Magritte e Chagall. E’ un gioco, aereo e illusionistico, fra
corpi scomposti, scheletri danzanti, fondi marini. E come tutti i bei giochi è rigoroso nel
rispetto delle regole e dei suoi fini. Pellisari lavora sulla leggerezza, che in scena si fa
possibilità di un mondo virtuale e poetico.


Pier Giorgio Nosari, Eco di Bergamo


 
Sullo spettacolo dei Comix aleggia la luce alta dell’illusionismo, della musica, che con la
tecnica del movimento associato alla scultura corporea della danza atletica, si fonde in una
rappresentazione surreale, un circo, una favola.
C’è voglia di nuovo, di frantumare le righe, di frugare nel gran mare del teatro, e accorgersi
di nuove atmosfere, e la freschezza e duttilità dei Comix diventa una carta vincente, nel
suo genere, che sa trasportarci nell’astrazione poetica e nella infantile ricerca di un
fumetto lontano.


Nancy Cacchiarelli, Teatro.Org

 

 
Pellisari mette in scena immagini di mondi immaginari, tessendo drammaturgie “magiche” ma
anche comiche e poetiche, in cui si muovono, ondeggiano, volano, sgambettano, simulano, si
intrecciano, creano figure, diventano simboli, i danzatori-atleti, per raccontare piccole
storie, sapori di favole o semplicemente per accendere la meraviglia dello spettatore, per
sbalordirlo.


T.S., NonSoloTeatro.it


 
Comix è il nuovo e fantasmagorico spettacolo di Emiliano Pellisari, sospeso tra comic strip e
cinema primitivo. Surreale come la “Skeleton dance” disneyana e truccato come un
“giocattolo” di Méliès. Come Méliès, il regista e coreografo romagnolo fa apparire e sparire
i suoi danzatori, li solleva in volo come angeli, fate e nuotatrici, ricorrendo all’illusione della
luminotecnica e delle immagini video.
La sua regia, come ai tempi del cinema prima del cinema, sembra azionare manualmente la
pellicola, accelerando o rallentando l’esecuzione dei danzatori. Gli artisti, potenti atleti e
aggraziati ballerini, si materializzano in scena, interagendo con disegni animati, pupazzi,
animali o oggetti : una bombetta, una pipa o un ombrello. Ritagliati dal buio come silhouette,
i danzatori nuotano in coloratissimi fondali marini, volano al chiar di luna sui tetti di Parigi,
litigano col loro doppio animato, recuperano oggetti animati piovuti dal cielo con cui
accompagnano la loro performance danzata.


Marzia Gandolfi,Teatro.it